Come suggerisce il nome, il piatto pipindun e ove nasce da una tradizione culinaria tipica abruzzese, dove vengono esaltati elementi semplici ma allo stesso tempo corposi.

Il piatto che vi proponiamo oggi, direttamente da Pigneto, è una rivisitazione della tradizione con l’aggiunta di patate, pepe nero e guanciale. Unendo cosi la tradizione abruzzese, storica e rinomata, con la particolarità del guanciale originario del Lazio.

Ingredienti per due persone:

Peperone (possibilmente rosso per dare un tocco di colore in più al piatto)

Una patata bella grossa

Guanciale q/b

Vino bianco

Pepe nero

Olio extravergine

4 uova

Preparazione:

Tagliare a fettine sottili una patata per creare la base del nostro piatto. Far cuocere al forno statico a 200 gradi fino a cottura terminata.

Le patate dovranno essere una base croccante, quindi niente merdate molli che poi Cracco ve smadonna addosso.

Tagliare il peperone permettendovi di creare un paio di basi per poter poi cuocere le uova al loro interno; circa 1 cm di altezza.

Far ammorbidire i peperoni tagliati in pentola con il coperchio con vino bianco, olio extravergine e un po’ d’acqua.

Tagliare il guanciale a fettine sottili e cuocerlo a fuoco moderato permettendo cosi al grasso di sciogliersi e renderlo croccante.

 

 

Al termine della preparazione dei peperoni riscaldare una padella con un filo d’olio, metterci il peperone e poi al suo interno un uovo.

A cottura terminata disponiamo le patate nel piatto come base, il peperone con l’uovo sopra, una spolverata di pepe nero (non abbondate se no ve mangiate solo il pepe ed è tutto un cazzo quello che avete fatto) e al finale come guarnizione il guanciale croccante preparato in precedenza.